Mafonso | biographyworksexhibitionswebSite



Born in Frattaminore (Na) in 1948, lives and works in Caserta.
Self-taught person begins his artistic career in the early 70s living between Switzerland (Altdorf) and Italy (Rome - Milan).
In those years ('72-'74) he makes a series of works focused on the recovery of artifacts through the use of colors using a paint brush and an instinctive -lyrical-primitivism painting style (cycle of works entitled Alla maniera degli altri).
He refers to Leonardo when he says that the painting is a mental thing and also at Picasso, De Chirico, Campigli and Mondrian (first mode).
In the late 70's he is in Rome, he is one of the founders of the group COSA MENTALE; presented from Maurizio Fagiolo Dell'Arco at the Architecture of Modern Art gallery in Rome in via Del Vantaggio.
In '79 he moves permanently in the City where he frequents the artists of the so-called Pop-ltaliana (Festa-Angeli-Schifano) at the Gallery Studio Soligo, with them he establishes a relationship of friendship (in particular with Tano Festa) and a stimulating intellectual debate.
These were the years of cycles: La Dea Racconto, Le Grandi Strade piene, Racconti Solari, Le prime pietre del dopo 2000.
Following cycles: Simbad, Krakatoa and Le Lune di Arqa, Make-Make, Isole di Tempo and Tribù in Esodo, Nevicate Acide, Vanno Tutti verso il Nulla, Contano solo i Cieli, Deserti and Dimore. He has exhibited in the major European capitals and cities: Rome, Milan, Paris, Basilea, London, Naples, Barcelona,Madrid.
54' International Art Exhibition, La Biennale di Venezia Pavilion Italy, Campania. He is consistent with the idea of "do" painting furthermore he has always proceeded through cycles of aesthetic projects in which the artwork is the golden figure of the world through which achieves the epiphany of the image.
Quoting the roman art critic Professor Lorenzo Canova:

"Getting to the heart of the idea through a long process of sublimation and purification of the image, to reach the hot core of representation through a manual, intellectual and spiritual route at the same time. These are the assumptions that have always inspired and characterized the Mafonso's long journey of research from the series "In the manner of the others"(1972) up to "Dimore" of the recent years which despite its modernity is the result of a severe classical and Renaissance view of the artwork, a concept based on the irreplaceable basis of design that becomes a way to give a tangible form at the first idea that arises in the mind of the artist as a kind of divine spark. It is no coincidence that Mafonso preserves an ancient neo-Platonic heritage in his conception of art that is constantly inspired by that superior spark to try to keep alive the utopia of making sense of the world through the creative process of his work. Mafonso starts from a texture of signs that intersects each other as a mythological forge in a network from which originates a light and incumbent mail, the thin warp and the structure of plots that make the absolute system of a mechanism complex time and flawless at the same time. This system of drawing is what gives rise to all the Mafonso's works and represents the conceptual and stylistic basis of his work in its many forms, from painting to sculpture to installations.



Nato a Frattaminore (Na) nel 1948, vive e lavora a Caserta.
Autodidatta inizia il proprio percorso artistico nei primi anni '70 vivendo tra la Svizzera (Altdorf) e l'Italia (Roma - Milano).
Sono gli anni ('72-'74) in cui realizza una serie di lavori dove fondamentale è il recupero del manufatto artistico attraverso l'utilizzo del pennello e colori mediante una pittura di taglio istintivista-lirico-primitivista (ciclo di opere dal titolo Alla maniera degli altri).
Si riferisce a Leonardo quando afferma che la Pittura è COSA MENTALE e guarda a Picasso, De Chirico, Campigli e Mondrian (prima maniera).
Fine anni '70 a Roma è tra i fondatori del gruppo COSA MENTALE presentato alla galleria romana Architettura Arte Moderna di via Del Vantaggio da Maurizio Fagiolo Dell'Arco.
Nel '79 si trasferisce definitivamente nell'Urbe dove frequenta gli artisti della cosiddetta Pop-ltaliana (Festa-Angeli-Schifano) presso la Galleria Studio Soligo, con i quali stabilisce oltre che un rapporto di amicizia (in particolare con Tano Festa) anche uno stimolante confronto intellettuale.
Sono gli anni dei cicli: La Dea Racconto, Le Grandi Strade Piene, I racconti Solari, Le Prime Nevi del dopo 2000.
Seguono i cicli: Simbad, Krakatoa e Le Lune di Arqa, Make-Make, Isole di Tempo e Tribú in Esodo, Nevicate Acide, Vanno Tutti verso il nulla, Contano solo i Cieli, Deserti e Dimore. Ha esposto, con personali, nelle maggiori cittá e capitali europee: Roma, Milano, Parigi, Basilea, Londra, Napoli, Barcellona, Madrid.
54' Esposizione Internazionale d'Arte, La Biennale di Venezia-Padiglione Italia, Campania.
Coerente con l'idea mentale del "fare" pittura ha sempre proceduto attraverso cicli di progetti estetici in cui l'opera resta, comunque e soprattutto, cifra aurea del mondo attraverso cui si realizza l'epifania dell'immagine.
E citando il critico d'Arte romano prof. Lorenzo Canova:

"Arrivare al centro dell'Idea attraverso un lungo percorso di sublimazione e di purificazione dell'immagine, raggiungere il nucleo caldo della rappresentazione attraverso un tragitto allo stesso tempo manuale, intellettuale e spirituale. Questi i presupposti che hanno sempre ispirato e caratterizzato il lungo cammino di ricerca di Mafonso dal ciclo "Alla maniera degli altri" (1972) sino a "Dimore" degli ultimi anni, che pur nella sua contemporaneitá è frutto di una severa visione classica e rinascimentale dell'opera d'arte, di una concezione fondata sull'insostituibile base del disegno che diviene il modo di dare una prima forma tangibile dell'idea che nasce nella mente dell'artista come una sorte di scintilla divina. Non a caso Mafonso conserva un antico retaggio neoplatonico nella propria concezione dell'arte che da quella scintilla superiore prende costantemente le mosse per cercare di mantenere viva l'utopia di dare senso al mondo attraverso il meccanismo creativo della propria opera. Mafonso parte quindi da una trama di segni che s'intersecano come in una fucina mitologica, in una rete da cui scaturisce una maglia lieve e incombente, l'ordito finissimo e la struttura d'intrecci che formano il sistema assoluto di un meccanismo allo stesso tempo complesso e ineccepibile. Questo sistema disegnativo è quello che dá origine a tutte le opere di Mafonso e rappresenta la base concettuale e stilistica del suo lavoro nelle sue molte declinazioni, dalla pittura alla scultura sino alle istallazioni."
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